Il castello in cui il Conte lanciava le ricotte per far fuggire i nemici

di Alessia Giaquinta, foto di Samuel Tasca

 

Avete proprio letto bene. Le ricotte lanciate dal castello. E si trattò pure di miracolo!

Ma facciamo chiarezza: quella che sto per raccontarvi è un racconto tramandato dalla tradizione in cui storia, leggenda e spiritualità si mescolano sino a lasciarci a bocca aperta.

Il racconto è ambientato a Comiso presso il Castello dei Naselli d’Aragona, patrimonio artistico e storico della città.

 

LA LEGGENDA DELLE RICOTTE 

Nel 1453 il sontuoso Castello fu venduto a Perconio Naselli ed ereditato successivamente dal figlio, Gaspare Naselli, nominato dal re Filippo I “Conte di Comiso”. Fu un periodo aureo per la città: il conte concesse numerosi privilegi agli abitanti e diede un importante impulso all’agricoltura, all’artigianato e al commercio.

Non mancarono, però, le difficoltà: si narra che il Conte venne assediato dai suoi nemici e per lunghe settimane fu costretto a stare chiuso nel castello. Le provviste alimentari, però, iniziarono a scarseggiare e il Conte, disperato, si rivolse a San Biagio, patrono della città. Fu così che il santo gli apparve e gli indicò la soluzione: l’uomo avrebbe dovuto attraversare un canale sotterraneo e giungere in una campagna (oggi per l’appunto chiamata “Piano del Conte”) dove ad attenderlo c’era un pastore.

Il conte seguì alla lettera le istruzioni del Santo e, trovandosi innanzi al pastore, notò che questo aveva con sé delle ricotte. La fame si faceva sentire ma non poteva mangiarle. San Biagio, infatti, gli aveva detto di comprare le ricotte per gettarle poi dalle mura del castello.

Il conte si fidò del Santo e così fece. Una ad una, le ricotte furono lanciate fuori dalla fortezza suscitando grande stupore dei nemici che, pertanto decisero di abbandonare l’assedio.

Quell’escamotage, o miracolo, come dir si voglia, fece credere ai nemici che nel castello vi erano ancora grandi quantità di alimenti e che, quindi, era meglio togliere l’assedio!

IL CASTELLO O “PALAZZO DEL CONTE”

Si tratta di una dimora signorile al centro di Comiso, di fronte alla chiesa di San Biagio.

Viene anche chiamato “Palazzo del Conte” in quanto qui visse, per l’appunto, il primo conte di Comiso, Gaspare II Naselli, personaggio illustre e di rilievo nella storia della città.

L’attuale castello è frutto di una lunga serie di rimaneggiamenti e restauri. Grazie a quest’ultimi, nel 1932, sono venuti alla luce degli affreschi che testimonierebbero l’antichità dell’edificio: la torre ottagonale con il battistero dedicato a San Gregorio Magno risalirebbe all’epoca bizantina, e addirittura questa pare costruita sui resti di una precedente villa romana.

Il terremoto del 1693 mutò l’aspetto del castello.

Nei restauri successivi fu costruita la particolare “loggetta” in altro, caratterizzata da un’elegante trifora serliana, realizzata su progetto del genovese Michelangelo Canepa, nel 1728.

 

PER VISITARLO

Attualmente il castello è fruibile al pubblico su prenotazione. All’interno le stanze ospitano alcuni testi rari, uno studio, un pianoforte ottocentesco, sale da gioco e una cappella votiva. Molto bella è la fontanella in pietra locale, che si trova nel giardino interno, attribuita alla scuola del Gagini.

Gli ultimi ad abitare il castello furono i membri della famiglia Nifosì, discendenti dei baroni di Canalazzi.

Al momento, il castello risulta in vendita.

 

Torna a scoprire la città di Comiso.

O se vuoi fare un tour tra i castelli della zona, ti segnaliamo il Castello di Donnafugata.

 

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